I rami d’ulivo a gioia
con il muoversi stanco del tempo
suonano, l’idillio dell’ora
che batte due volte alla fine del cielo
Felice e perso l’animo di costoro
la luce di chi prende non offuscano
Tre Passi, Sei Gambe incontrano
l’orizzonte, eva sorride come cielo perso
Profondo e cupo l’animo di chi,
tollera il passero vicino
al termine degli alberi.
Suono d’estate garrulo nel vento,
pace alle nostre orecchie.
E al lago sudico, sfilano
con la dedizione di una corte reale
piccole sagome, dal contegno sgraziato
La coscienza mai s’avverte.